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ASD SCACCHISTICA PORDENONESE
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Tutti gli scacchi dei Presidenti

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Pubblicato da in Sfide ·
Tags: sfideLicandroMozzon

Buongiorno scacchisti! Dopo la fondazione del nuovo club  nella città di Pordenone, formato dagli stessi membri del gruppo MattoCalcolato, si è sentita l’esigenza di dedicare un articolo a due importanti figure del neonato circolo: il segretario Michele Licandro e il presidente emerito in carica Ivo Mozzon. Il primo ex presidente del circolo di scacchi CSP Pordenone, rimasto nel cuore di tutti con il nome di “Presidente”, il secondo già presidente del CS Acquaviva che è da sempre punto di riferimento per tutti i suoi compagni di squadra. Il minimo che possiamo fare è tracciarne il profilo in questo modesto articolo!!

TUTTI GLI SCACCHI DEI PRESIDENTI

IL NOSTRO "PRESIDENTE" A SINISTRA COL BIANCO IN POLO COLOR CREMA E GILET,
IL NEOPRESIDENTE IN COMPLETO NERO CON POLO NERA E SCARPE DA PASSEGGIO A DESTRA[image:image-7]

I nostri presidenti, che siamo orgogliosi di avere nel nostro nuovo club, recentemente si sono ritrovati davanti ad una scacchiera in una delle sfide sicuramente più attese degli ultimi trent’anni.
È come uno di quegli eventi irrinunciabili per qualsiasi tifoso o appassionato del genere. Richiama le grandi sfide del passato non solo scacchistico; chi non ricorda i dualismi  Orazi contro Curiazi, Romani contro Cartaginesi, Greci contro Troiani, Atene contro Sparta, Guelfi contro Ghibellini? Lasciando stare il passato, l’obiettivo si sposta sulla fantasia. Tutte le sfide mitiche tra supereroi e dei protagonisti di cartoni animati Batman vs Jocker, Lupin III vs Ispettore Zenigata, Commissario Basettoni vs Gambadilegno, Holly vs Mark Lenders, per restare più sul classico Biancaneve vs Strega della mela e Cappuccetto Rosso vs Lupo.
Ed eccoli in campo come Bush vs Clinton, Bush Jr. vs Al Gore, Obama vs Putin, Hilary vs Trump.
Licandro e Mozzon sono così: apparentemente taciturni, quando parlano sanno che fanno scoop perchè hanno qualcosa di importante da dire. “Da lontano  sembrano quasi timidi!” disse qualcuno ed io risposi sicuro del mio pensiero: “Non è così, sembrano timidi, ma stia certo che se devono dire qualcosa prendono il microfono e si mettono a parlare fin quando non hanno convinto la folla”. Questo è il motivo principale che li ha fatti nominare da tutti presidente. La loro apparenza è taciturna, ma taciturna di quelle che ascoltano. Hanno orecchie e occhi dappertutto, ascoltano in silenzio cercando di rielaborare una risposta quanto più breve ed esaustiva allo stesso tempo, che non offenda il prossimo, ma che affondi il coltello nella piaga se c’è qualcosa da colpire. Questo perchè un presidente deve essere sempre al corrente di tutto e pronto al soccorso se chiamato in causa, deve conoscere tutto dei suoi giocatori e ancora meglio se tra loro sono tutti amici. Fortunatamente questo è il “Caso nostro”! Licandro si è attaccato l’appellativo di presidente, dopo aver svolto il ruolo per il precedente club di Pordenone. Se lo è mantenuto essendo da sempre un nostro sostenitore e uno dei primi a credere nella fondazione della Scacchistica Pordenonese. Poliedrico e viaggiatore per motivi scacchistici, si reca solo o ben accompagnato da altri scacchisti della zona, ai più svariati tornei sia in Italia che nelle Isole: basti ricordare due tornei che lo vedono partecipante da molto tempo quali il torneo di Bolzano e il torneo Isola Verde di Ischia. Buon giocatore tecnico, sarà per quest’anno un giocatore di riferimento per la sua squadra.
Ivo Mozzon, che dire è sempre Ivo Mozzon: organizzatore iper preparato, nell’ordine e nella precisione è quasi un DI(v)o, quando parla attira l’attenzione, rallegra l’atmosfera di qualsiasi gita fuori porta, non dice mai di no a un festeggiamento sul posto dopo una vittoria di squadra.
Come Mcgyver con bloc notes e penna o matita da solo tira fuori un tabellone per un torneo con i fiocchi tutti i venerdì, in poco tempo è capace di calcoli sovraumani. Sulla scacchiera, nel gioco di squadra, è terribile. Resta sulle sue molto correttamente fino a quando la partita non è avviata al finale e poi chiede patta se la posizione degli altri suoi compagni è buona e nei casi in cui non riesca a vincere prima. Se rifiutata senza motivo punisce l’avversario con una sequenza di mosse forti, poche ma inesorabili( chiedere a Gripshi). “A Udine sembrava un cavaliere” dissero di lui i suoi compagni dopo la bella vittoria contro un forte CM. Altruista, ecco la parola che lo contraddistingue come presidente. Ecco perchè è stato eletto da tutti i nostri associati. Sempre pronto all’aiuto che sia per un bicchiere di Schweppes al limone o una mossa in scacchiera. Così devono essere i nostri due presidenti!
Per onorare la loro “carica” hanno voluto fare una sfida amichevole alla sede del nostro circolo, Bar Primavera il venerdì sera. Vediamo come hanno spinto i legnetti.
La prima partita vede Michele Licandro con il bianco e Ivo Mozzon con il nero.
Licandro è un personaggio (come dice Paolino) orginale, perchè non gioca una sua apertura standard, ma esce dall’apertura e cerca in mediogioco di complicare anche se con parità e vede una vittoria, magari lunga, dopo 60 70 mosse, andando a donna.... No! Lui è uno che rischia, chiude il centro con i pedoni “ a Cuneo”, poi inizia a portarsi con i pezzi, piano piano sempre più giù: nel giro di 25, 30 mosse ti ritrovi vestito da festa, con un bicchiere di Coca Cola che cade sui pantaloni nuovi comprati apposta per la partita della domenica, per fare bella figura con la squadra; non bastasse quello, siccome è un signore, inizia a offrirti da bere e mangiare al banco di ristoro e vedi che va a fumare in un momento di pausa per pensare a cosa muovere. È un giocatore lento, nel senso che usa il tempo dell’orologio fino alla fine per poi giocare mosse veloci quando è sicuro del vantaggio. È abbastanza imprevedibile perchè è eclettico in  apertura, di Donna o con 1.e4, 1.Cf3 per lui non cambia molto, perchè punta sul mediogioco. I finali di Torre sono quelli che gioca più volte, perchè ama giocare col centro chiuso e con spinte sulle corsie laterali.
Il suo avversario, neopresidente Ivo è un po’ diverso. Gioca quasi sempre le stesse cose, partite di Donna senza c4, oppure slave chiuse, se proprio gli tocca giocare di Re una Russa fa al caso suo.
In una intervista fatta prima di un torneo a squadre semilampo dell’anno scorso, quando avevo cambiato maglia da pochi giorni, mi raccontava che lui punta sul vantaggio che “Conoscere a menadito una cosa prima di giocarla è sempre consigliabile e consigliato”  e poi ancora: “Mia nonna diceva sempre che per giocare una cosa sulla scacchiera te devi saverla mejo de tuti, cusì quando che cambia el zogo, ti te te trovi ben lo stess”. Ancora oggi vedendo i suoi risultati di squadra dell’anno scorso, si può dire che gli insegnamenti della nonna hanno fatto scuola e dato i suoi frutti.
La partita di Donna di Ivo, non è spettacolare, come avrete capito, nessun colpo di scena, non tenta di essere accelerata o aggressiva, si nasconde tra le caselle della scacchiera liberandosi dei suoi due alfieri, per poi saltar fuori nelle ultime fasi. Anche il nostro presidente è fanatico e amatore dei finali di Torre e pedoni, che molto spesso vince.
In questa partita che vediamo avevano giocato un attacco Torre, che è una partita simile al sistema di Londra(1.d4 d5 2.Af4 Cf6) ma che punta sull’inchiodatura in f6 del Cavallo nero per poi dopo aver aperto una delle colonne c oppure e attacca su una di queste due con la batteria Alfiere-Donna. In questa apertura il tema tattico più frequente è il sacrificio del Greco o dono Greco come viene chiamato; si tratta di un sacrificio dell’Alfiere di Re per aprire l’arrocco avversario, molto aggressivo e che tenta di vincere nelle prime fasi della partita.
L’apertura si conclude in parità come si vede dal diagramma1

[image:image-0]DIAGRAMMA1

Riporto qui le prime mosse e si può vedere che sarà una partita spettacolare fin da subito:
1.d4 e5  
tentando di entrare in un gambetto che Ivo conosce molto bene, ma il presidente non si fa intimidire con mosse da bambini, essendo un istruttore risponde da istruttore: “ Un pedone centrale è meglio di uno più laterale...” e gioca
2.c3 exd4 3.cxd4 d5 4. Cf3 Cf6 5.Cc3 Ae7 6.Ag5 c6 7.e3 0-0 8.Ae2
Siamo arrivati in parità con una struttura che ricorda la Carlsbad a colori invertiti, per via del cambio exd4 che ha dato origine alla maggioranza di pedoni del Nero sul lato a Ovest. Il piano del Bianco forse sarà quello di fare l’attacco di minoranza, oppure un attacco con spinte del pedone e e4-e5 sostenuto dalla Torre e dalla Donna. Dopo una fasi di sviluppo e miglioramento dei propri pezzi nessuno ha ancora avuto il coraggio di attaccare ma Ivo fa una piccola leggerezza.
Siccome ama i finali, gioca nella posizione che si può vedere in diagramma1 una mossa di attesa che sembra molto debole: 21.Db3 Db5 e l’altro presidente Licandro ovviamente non si lascia chiedere il cambio un’altra volta 22. Dxb5 axb5. Questa mossa può darsi che sia una debolezza ma per Ivo è una forza: ha portato più pedoni verso il centro lasciando la colonna a per la Torre e adesso l’attacco di minoranza, uno dei piani principali di questa struttura risulta inconcludente se fatto in modo standard ( se 23.b4 essendoci un pedone già in b5 il Bianco si ferma lì).
[image:image-8]DIAGRAMMA2

Ed eccoci arrivati al momento più atteso ovvero la fine del mediogioco e l’entrata in finale.
In posizione come diagramma2 Ivo sceglie di dare la qualità per avere due pedoni passati centrali e la maggioranza nel lato di Donna 4vs1. Il Bianco da parte sua ha un punto debole che è a2 e le Torri ben posizionate al centro e raddoppiate.
Il Nero si inventa una ritirata di Torre e gioca 31....Ta8 e poi dopo una perdita di tempo con le Torri 33....Te8 34.Txe8 Cxe8 35.Te2 Cc7 36.Te1 Ca6 37.Te3  







[image:image-9]DIAGRAMMA 3 37.Te3
Qui Licandro conducente del Bianco, si lascia scappare una frase: “Tanto con la qualità prima o poi.....”. Ecco il punto è quello prima o poi.... pensando di essere in vantaggio gioca pensando un po’di più e perde un sacco di minuti. Ivo visto che è un spingitore di legnetti come dice lui, non si deconcentra e gioca senza sprechi di tempi. Tempo del nostro Presidente 2.14 minuti – Tempo del neopresidente 2.47 minuti che a questo punto sono fondamentali non avendo nessun incremento a disposizione. Ivo dopo un riassunto della posizione muove bene:
37.... g6 puntando a un’avanzata dei pedoni con d4 e poi via verso la promozione!!
Licandro con la sua Torre tenta di rientrare in gioco col Re che è un pezzo importante in finale.
38.Rg1 f5 39.Rf1 Rf7 40.Rf2 c5 e qui già il Nero vede che si sta avvantaggiando.
41.Re2 d4
Non si riesce a capire perchè il nostro presidente Licandro abbia giocato queste mosse ma visto il poco tempo è comprensibile; dall’altra parte piccoli spingitori di legnetti si prendono qualche soddisfazione.
42.Te5 Rf6 arrivando in posizione come in Diagramma4


[image:image-10]DIAGRAMMA4
Qui per difendersi doveva giocare il Bianco f4 invece gioca
43.Te8 che non migliora la posizione, anzi la peggiora. Ivo esclama: “ Questa mossa non mi sconfinfera” e sugli spalti si udì una risata di Paolo “Paolino” Flego che nel frattempo era arrivato dal lavoro.
43...c4 44.Rd2 Cc5 attivando e facendo vedere tutto il suo vantaggio.
Messo alle strette col tempo, il presidente col Bianco da questo momento non riuscì più a giocare mosse buone. Ecco il finale:
45. Tc8 Cd7 46.Tc7 Ce5 47.Rc2 con posizione pari come da Diagramma5






[image:image-11]DIAGRAMMA5
47....c3 48.Txb7 Cc4 49.a3 g5
Ecco nel Diagramma 6 la posizione finale con frecce dei piani dei due giocatori:














[image:image-12]DIAGRAMMA 6
posizione finale: si vede che il tempo ha condizionato la precisione delle mosse. Il Bianco se prende in b5 perde la torre e il Nero ha un pedone in presa.

Dopo questa mossa si preparava a giocare Td7 il Bianco ma il tempo decretò la vittoria per il Nero. Ivo vince dopo aver portato avanti un finale con la qualità in meno e un attacco pauroso di pedoni.
Commento a caldo del presidente vincitore: “Che sudata, a volte anche noi piccoli spingitori di legnetti facciamo belle partite!”. Anche il presidente Licandro pur avendo perso ha dichiarato di essersi divertito e di aver giocato una buona partita.
Risultato finale       IL NOSTRO PRESIDENTE 0 ( TEMPO SCADUTO) – NEOPRESIDENTE 1
Presto vedremo la rivincita.




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